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Criscitiello incredulo: "Più forte di tranelli e giochini. Non vedono l'ora di fargli il piattino"

In un editoriale su Sportitalia.it, il giornalista sportivo Michele Criscitiello ha preso le difese di un allenatore italiano.



24/02/2025 10:28 - Altre notizie
Criscitiello incredulo: Più forte di tranelli e giochini. Non vedono l'ora di fargli il piattino
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Michele Criscitiello è sempre senza peli sulla lingua. Nel consueto editoriale del lunedì tra le pagine del sito di Sportitalia, il direttore si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: "Il giorno dopo la festa scudetto feci un editoriale secco: “Inzaghi, adesso vattene”. Era un consiglio, un invito chiamatelo come volete voi. Il calcio, giustamente, non conosce gratitudine ma soprattutto non ha memoria".

"Simone Inzaghi, allenatore preparato e persona con sani valori che i genitori gli hanno insegnato da piccolo, a volte dovrebbe essere più figlio di… Invece, come noi tutti, dimentichiamo in fretta. L’allenatore dell’Inter non è stato mai ben visto da una parte della società, da quasi tutta la tifoseria e da una fetta di stampa. Il problema è che Inzaghi ha resistito solo perché con il lavoro e i risultati ha dimostrato di essere più forte dei tranelli e dei giochini. Ha valorizzato tutto quello che la società gli metteva a disposizione, hanno fatto cessioni eccellenti eppure lui ha saputo riciclare e far diventare grande l’Inter" ha aggiunto ancora Criscitiello.


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"Marotta e Ausilio hanno ancora fiducia cieca in Simone? Non credo. L’Inter sta vedendo spesso Paz del Como e l’occhiolino a Fabregas alcuni dirigenti lo hanno già fatto. Per ora, neanche corrisposto. Pensiamo che l’erba del vicino sia sempre più verde ma non è cosi. Il fondo, i nuovi capi, per dirla tutta hanno nel mirino più i dirigenti che l’allenatore. Anche l’ultimo mercato estivo fatti di trentenni a parametro zero non è piaciuto. La nuova proprietà guarda al business e questo significa che l’Inter deve prendere giovani di valore e rivenderli a peso d’oro. La politica di Marotta non potrà più essere la stessa. In tutto questo, caro Simone, se ti chiama la Premier vai di corsa. Tanto a Milano non aspettano altro che una tua caduta per darti un calcio e scaricarti addosso anche le responsabilità che non hai" ha concluso il giornalista campano, proprietario dell'emittente televisiva.


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Giuseppe BiscottiGiuseppe Biscotti
Laureato in economia aziendale, è giornalista pubblicista dal 2021. Nato e cresciuto a Caserta, collabora dal 2017 con testate online. Segue il calcio con esperienze da inviato negli stadi di Serie A.
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